L’abitudine di svolgere azioni, in modo automatico e senza riflettere, espone ad un notevole rischio: la sicurezza nostra e dei nostri dati è compromessa in modo esponenziale.
Il nostro più grande nemico? Noi stessi. O meglio, come usiamo lo smartphone.
Negli ultimi dieci anni la comparsa dello smartphone ha portato ad una progressiva e veloce divulgazione inconsapevole di informazioni personali! Siamo cresciuti guardando film di spionaggio in cui le spie utilizzano apparecchiature sofisticate per l’ascolto a distanza delle conversazioni, con tanto di microfoni dotati di parabole per convogliare meglio i suoni.
Oggi serve molto meno e soprattutto non serve essere delle spie per farsi i fatti altrui! Basta passeggiare un pò…e troveremo moltissime persone che ascoltano in viva voce i messaggi vocali o le telefonate, sia di lavoro che personali!
Pochi giorni fa camminavo in città, in una via non molto frequentata, ed ho sentito un tizio parlare ad alta voce. Un bel vocione di uomo adulto e sicuro di sé. Beh, parlava in vivavoce con un’altra persona di una transazione economica che doveva ricevere. Si è capito chiaramente l’importo e sosteneva di non averlo ancora ricevuto. Poi al suo interlocutore diceva di controllare i dati bancari e pronunciava il nome della sua banca. È soltanto un caso che uno sportello di quella banca fosse poche decine di metri dietro di lui?
Ora analizziamo la situazione. Già il fatto che io, perfetto sconosciuto, abbia sentito tutto senza fare il minimo sforzo e sia venuto a conoscenza di cose private e personali di un’altra persona, non è normale. Poi avendo sentito l’importo che attendeva e quale fosse la sua banca, suppongo per un lavoro fatto, so anche di che entità è il suo giro di affari. Da qui è facile per un malintenzionato seguire più attentamente lo stile di vita di questa persona e tendergli un imboscata qualora ne valesse la pena.
Ecco che la sicurezza è andata a farsi strabenedire!
Dobbiamo quindi prestare attenzione a come ci comportiamo, a quello che diciamo ed il contesto in cui siamo.
Girando per una grande città, dove ci sembra di essere degli sconosciuti e di guardare altre facce sconosciute, abbiamo la sensazione di essere sicuri che nessuno ascolta le nostre conversazioni perché ognuno è preso dai propri pensieri. Invece non è così.
È proprio dagli sconosciuti che dobbiamo guardarci. Possono essere brave persone, nessuno lo mette in dubbio, ma ci sono anche malintenzionati che possono seguirci ed iniziare a spiarci. Sarebbe molto facile farlo considerando che molte informazioni sono riconducibili a noi tramite i social network ai quali ci connettiamo senza neanche più pensarci, in ogni luogo appunto, sempre grazie al tanto amato smartphone.
Il nostro consiglio è di stare molto attenti a non divulgare nostre informazioni in pubblico, anche se siamo in uno spazio molto aperto.